Euromed: azione UpM bocciata in anno Primavera Araba, studio

18 giugno, 12:45

(Ansamed) - MADRID, 18 GIU - L'Unione per il Mediterraneo non ha ancora risposto alle aspettative di un ruolo attivo per contribuire alla stabilità e al progresso nella regione e la sua azione nel 2011, l'anno della Primavera Araba, è considerata insufficiente. E' quanto emerge dalla inchiesta Euromed, commissionata dalla Commissione Europea all'Istituto Europeo per il Mediterraneo (IEMed), che riflette l'opinione di 700 esperti ed attori politici delle due sponde del Mare Nostrum sulla Primavera araba, i successi e le carenze della política della Ue nella regione e le sfide e i possibili scenari futuri. I risultati - informano fonti dell'IEMed - assieme all'Annuario del Mediterraneo 2011, sono stati presentati al Parlamento Europeo, in un atto presieduto dal commissario europeo di Ampliamento e Politica europea di Vicinato Stefan Fule, al quale hanno preso parte l'eurodeputato Salvador Sedó e il direttore generale dell'IEMed, Andreu Bassols. Il 93% degli intervistati, fra il dicembre 2011 e il gennaio 2012, reclama un maggiore coinvolgimento della Ue nella soluzione di conflitti nella regione. L'inchiesta Euromed, alla sua terza edizione - edita in inglese, francese, spagnolo, catalano e arabo - evidenzia che l'UpM è vista come uno strumento con potenzialità per contribuire alla stabilità e allo sviluppo nel Mediterraneo dalla maggioranza degli intervistati (5,2 su 10), anche se la sua azione durante il 2011 è bocciata, con un risultato di 3,8 su 10. Significativo anche l'appoggio dato dalla maggioranza dei consultati all'assunzione della presidenza nord della Upm da parte della Ue, che nel marzo scorso ha sostituito quella francese. Così come la gran parte degli esperti si è detta favorevole alla creazione di uno strumento finanziario europeo per i Paesi del Sud del Mediterraneo. Quanto all'opinione sulla Primavera Araba, i risultati del sondaggio indicano che la Turchia viene identificata come il Paese più attivo, davanti agli Stati Uniti e all'Europa. E pongono in evidenza la percezione di una differenza di approcci da parte della Ue al momento di reagire alle rivolte nell'area, a seconda dei Paesi interessati. Sul piano generale, sia i cambi nella politica di vicinato della Ue come le risposte finanziarie ai Paesi che hanno vissuto la Primavera Araba sono visti di buon occhio. In particolare, il programma Spring e altre iniziative per migliorare la mobilità e lo sviluppo rurale, l'accesso all'acqua potabile, a sanità ed educazione D'altra parte, le aspettative di risoluzione prossima dei conflitti nella regione sono basse (da 2 a 4 su 10), secondo gli esperti, attori politici, istituzionali, diplomatici, membri di Ong, imprenditori, giornalisti e sindacalisti delle sponde del Mediterrano intervistati. (ANSAmed) YK8
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