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New York Auto Show, grandi record piccoli motori

Mercato Usa in ripresa, grazie ai modelli compact

06 aprile, 22:18
New York Auto Show New York Auto Show

ROMA - L'edizione del New York Auto Show verrà certamente ricordata come quella dei "record": il mercato Usa, secondo i dati appena diffusi, sta viaggiando a tutto gas verso 1,4 milioni di immatricolazioni con una proiezione su base annua di 14,7 milioni di unità, ben oltre le ultime previsioni (14 milioni nei dodici mesi dell'anno in corso). Anche le singole Marche stanno viaggiando oltre ogni aspettativa: Nissan ha fatto segnare in quel mercato il migliore risultato di sempre, Audi ha stabilito in marzo il 15/mo mese record consecutivo, Toyota ha raggiunto una quota che non otteneva dal 2008. Per non parlare di Fiat che ha visto crescere lo scorso mese le sue vendite del 642%, seguita in questa classifica delle super-performance dalla Smart (+135%), dalla Chrysler (+70%), dalla Jaguar (+51%).

Un risultato che è legato - fanno osservare gli addetti ai lavori - al fatto che negli Stati Uniti sta viaggiando a tutto gas anche il prezzo della benzina, che negli Usa si chiama appunto "gas" ed ha toccato come media nazionale i 3,92 dollari al gallone. Anche se il livello è ben più accettabile rispetto a quello italiano - si parla di 0,80 euro al litro - i consumatori nordamericani stanno di conseguenza sterzando verso modelli più compatti e dotati di motori più piccoli. Le vendite delle cosiddette compact e sub-compact nei primi due mesi del 2012 sono aumentate del 35% rispetto al primo bimestre dello scorso anno e rappresentano ora un quarto del mercato complessivo. Un fenomeno che sta sostenendo le Case che hanno presentato novità in queste fasce di mercato (è il caso della Kia che è cresciuta più della Hyundai migliorando nel primo trimestre del 35% grazie alla nuova Optima) o della Volkswagen salita negli Usa del 41%. Lo spostamento dei gusti e delle attenzioni degli utenti nordamericani influenzerà a breve e medio termine anche il tipo di motori che verranno richiesti sia nelle vetture compatte che in quelle di maggior dimensioni.

Secondo JD Power le preferenze si stanno spostando verso il basso, con una crescente percentuale di motori a 4 cilindri rispetto ai 6 e 8 cilindri. I classici V8 che nel 2008 rappresentavano il 18,3% delle motorizzazioni, ora sono soltanto il 12,7% mentre i 4 cilindri sono saliti dal 42,7% di quattro anni fa al 54% del primo trimestre 2012. E' interessante notare però che la clientela americana non è disposta a rinunciare alle prestazioni e, soprattutto, allo spunto nelle accelerazioni. LMC Automotive fa notare che mentre nel 2008 i turbo rappresentavano solo il 2% della produzione Usa di motori benzina e l'1% di quelli a gasolio, nel 2011 queste percentuali erano salite nel 2011 rispettivamente al 9,5 e al 7%, con la previsione di arrivare nel 2017 al 23,5 ed al 19% dell'intera produzione.

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