Auto, allarme crisi. Verso taglio 2,3 mld di gettito Iva
A rischio concessionari. Produzione Italia scesa a 20/mo posto
05 luglio, 20:42ROMA - "Secondo le nostre stime, se il mercato quest'anno dovesse chiudere come previsto a 1,4 milioni di vetture, rispetto ad un mercato normale di circa 2 milioni la perdita di gettito Iva a fine 2012 sarebbe di 2,3 miliardi di euro". Lo ha detto al convegno organizzato dall'Uiga sulle prospettive per rilanciare la filiera automotive, il direttore generale dell'Unrae Romano Valente precisando come "nessuno finora abbia tenuto conto dell'effetto boomerang che le due manovre, dell'estate 2001 e la Salva Italia, per un totale di 8,7 miliardi di euro, avrebbero avuto sui conti dello Stato". Il direttore generale dell'Unrae ha precisato che "dal 2007 ad oggi si sono persi 43 acquirenti di auto su 100 e si va verso una perdita di 1 milione di auto vendute". In questa situazione, "ci saremmo aspettati da parte del Governo interventi strutturali che non ci sono stato per sostenere il settore ".
Valente ha sottolineato che la situazione attuale del mercato è "così grave che oggi è difficile anche vendere vetture a chilometri zero". Quest'anno infatti Unrae stima uno stock invenduto di Km zero pari a 55.870 unità che, insieme alle 45.911 del 2011 e le 3.976 del 2010 fanno un totale di circa 105.000 unita".
"Negli ultimi 20 anni l'Italia è passata dal nono posto al ventesimo come produttore di auto e per quest'anno si stima un calo del 16% del mercato italiano dell'auto e del 24% dei veicoli commerciali leggeri", ha detto il direttore dell'Anfia Gianmarco Giorda parlando al convegno sull'automotive organizzato da Uiga. "In Germania viene immatricolata una macchina ogni due vendute, lo stesso accade in Spagna e in Francia quello che viene prodotto viene all'incirca venduto. In Italia invece - ha proseguito Giorda - per ogni auto prodotta ne vendiamo circa quattro e questo rapporto è destinato a salire".
Il direttore dell'Anfia ha poi rilevato che "il settore italiano della componentistica è in controtendenza grazie all'importante contributo dell'export per il comparto, pari al 39%. Per rilanciare il mercato Giorda propone "un alleggerimento e una semplificazione della fiscalità sugli autoveicoli, l'abolizione dell'Ipt e del superbollo e misure di politica industriale che includano la riduzione dei costi dell'energia, regole flessibili sul mercato del lavoro, un credito d'imposta su ricerca e sviluppo maggiore di quello concesso nel 2011 e rinnovabile nei prossimi anni".
Per il direttore di Federauto Gianfranco Soranna il numero dei concessionari in Italia e' previsto scendere quest'anno tra 3.200 e 3.300 dai 3.850 del 2007. Nel 2002 erano 4.330. "Siamo di fronte a un processo di ridimensionamento che allontana dal settore dell'auto risorse finanziarie e imprenditoriali e il Governo e' assolutamente informato della situazione. Il problema e' il crollo delle domanda delle famiglie e la fiscalita' elevata. E' questo il doppio fronte su cui bisogna intervenire".
Secondo il presidente della Consulta generale per l'autotrasporto e la logistica Bartolomeo Giachino e' necessaria "una logistica piu' efficiente, come in Germania, dove il settore occupa 2,6 milioni di persone, mentre in Italia gli occupati sono appena 1 milione. La logistica da noi e' inefficiente, avviene per un quarto nelle citta' con un parco circolante tra i piu' vecchi in Europa e una grande congestione''. Si potrebbe pero' migliorare la situazione, secondo Giachino, approvando la modifica all'articolo 37 del Codice della strada e rendendo possibile l'ingresso nelle citta' a mezzi pesanti per il trasporto merci che siano Euro 5 e a metano ed ecologicamente avanzati. Sarebbe un intervento a costo zero per lo Stato che rinnoverebbe il parco circolante".








