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Terapia intensiva, il lavoro in corsa contro il tempo

Tulli, consapevolezza puo' contribuire ad abbassare mortalita'

08 giugno, 17:01
(ANSA) - FIRENZE, 8 GIU - A Firenze si ritrovano i migliori esperti nazionali e internazionali sulla terapia intensiva: medici, anestesisti e rianimatori, italiani ma anche francesi e americani, si sono dati appuntamento per il 15/o annual meeting del Tuscany Critical Care Group, al centro di formazione Il Fuligno dal 13 al 15 giugno. Giorgio Tulli, tra i fondatori del Group e direttore del Dipartimento delle terapie intensive dell'Asl 10 di Firenze, spiega che tra i ''momenti chiave'' dell'incontro ci sono ''le novita' sulla medicina critica e l'attivita' di formazione e aggiornamento''.

Il meeting in questi anni si e' sempre tenuto in tre citta' della Toscana: Firenze, Pisa (lo scorso anno) e Siena (nel 2013). ''Un'esperienza che e' cresciuta nel tempo - spiega Tulli -, una realta' di formazione, informazione e orientamento.

L'obiettivo e' quello di far emergere novita', le innovazioni nella medicina critica''. Per Tulli, poi, e' ''decisivo'' far crescere ''consapevolezza anche tra le persone''. ''Tutti - osserva - sanno che in caso di infarto bisogna correre in ospedale, prima lo si fa e meglio e'. Purtroppo c'e' anche un'altro aspetto che qualcuno non sa: se io ho un'infezione grave, una polmonite grave, se non corro in ospedale e vengo trattato come in caso di infarto, io rischio di morire per una sepsi, un 'infarto della malattia grave'. La corsa contro il tempo e' fondamentale - aggiunge Tulli - : in caso di infezioni gravi, sepsi o shock settico, la mortalita' puo' abbassarsi dal 40-50% al 23%''. ''Informazione e organizzazione - prosegue - sono due aspetti spesso decisivi e bisogna essere ben consapevoli di questo. I cardiologi sono stati piu' bravi di noi. E poi - evidenzia Tulli - , i medici di famiglia possono giocare un ruolo fondamentale. Anche l'organizzazione ospedaliera deve potenziare i settori del bisogno acuto del paziente: a volte, devo dire, bisognerebbe essere anche meno ideologici''.

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