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Su Marte tre vulcani fratelli

Generati da un unico getto di materia incandescente

27 aprile, 18:35
Il monte Olimpo fotografato dalla sonda Mars Express (fonte: ESA/DLR/FU Berlin – G. Neukum) Il monte Olimpo fotografato dalla sonda Mars Express (fonte: ESA/DLR/FU Berlin – G. Neukum)

Sarebbero tutti fratelli, i tre vulcani marziani Ascraeus, Pavonis e Arsia che si trovano allineati nella regione di Tharsis a fianco del gigantesco vulcano monte Olimpo. A generarli sarebbe stato un unico pennacchio di materiale incandescente che, risalendo dal mantello, muovendosi, avrebbe creato in sequenza le tre alture, fatte di una lava che col tempo sarebbe diventata sempre più densa.
A ricostruire la storia dei più grandi vulcani marziani è una ricerca pubblicata sul Journal of Geophysical Research.e basata sui dati della sonda dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Mars Express, che da cinque anni sta misurando la gravità del pianeta rosso. Le misure sono state fatte mentre la sonda si trovava tra 275 e 330 chilometri di altitudine sopra la regione montuosa di Tharsis, attiva dal punto di vista vulcanologico fino a 100-250 milioni di anni fa. Nel passaggio su quest'area, la sonda ha risentito della gravità esercitata dalla grande massa dei vulcani, che ha provocato delle piccole oscillazioni prontamente misurate e impiegate per ricostruire la densità del sottosuolo marziano.
L'elevata densità rilevata in corrispondenza della regione montuosa dimostrerebbe la natura basaltica della sua composizione, in linea con quella dei meteoriti marziani che sono caduti sulla Terra. I nuovi dati dimostrano inoltre che la densità della lava è cambiata durante il periodo di formazione dei tre vulcani di Tharsis. All'inizio c'era una lava più 'leggera' (detta andesitica) che può teoricamente formarsi anche in presenza di acqua; in seguito è stata invece coperta da lava basaltica più pesante. ''Combinando questi dati con l'altezza dei monti, possiamo dire che Arsia è il piu' anziano, seguito da Pavonis e Ascraeus'', spiega il coordinatore dello studio Mikael Beuthe, dell'Osservatorio Reale del Belgio.
Secondo l'esperto, questa transizione potrebbe essere spiegata dalla variazione del calore nel sottosuolo dovuto a un pennacchio di materiale caldo proveniente dal mantello che, muovendosi lentamente, avrebbe generato in sequenza i tre rilievi. Le rilevazioni di Mars Express dimostrano infine che nella regione di Tharsis la densità dello strato più esterno della crosta marziana (la litosfera) è variabile. In particolare, i tre vulcani minori appoggerebbero su una base più densa rispetto al loro vicino, il monte Olimpo, che con i suoi 21 chilometri, è il vulcano più alto del Sistema Solare.

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