Summer Fancy Food,in Usa 230 espositori Italia
L'Italia ancora una volta la più rappresentata
18 giugno, 18:17- NEW YORK - L'Italia ancora una volta la più rappresentata, fra gli espositori esteri, alla 58ma edizione del Summer Fancy Food, la più importante fiera commerciale del settore alimentare nel Nord America, è specializzata nel segmento gourmet dei prodotti alimentari. Il padiglione italiano riunisce oltre 230 espositori su un'area espositiva di 2.341 metri quadrati e ospita aziende, gruppi regionali, consorzi e Camere di Commercio. La fiera, che si tiene a Washington, ospita nel suo complesso 2.300 espositori provenienti da 80 paesi ed è visitata in media da oltre 18.000 importatori, giornalisti, distributori, produttori, ristoratori, manager di ristoranti del settore alberghiero, scuole di cucina e consulenti Grazie a prodotti di assoluta eccellenza l'Italia - afferma il vice capo missione dell'Ambasciata d'Italia a Washington, Luca Franchetti Pardo - è al primo posto come esportatore di vini negli Stati Uniti, nonché per una serie di altri prodotti alimentari quali olio d'oliva, formaggi, pasta, prosciutto e acque minerali. In occasione dell'evento, l'Ambasciata d'Italia a Washington ospiterà questa sera un incontro tra oltre 300 espositori, giornalisti e rappresentanti delle agenzie governative americane competenti in materia alimentare, agricola e doganale. La manifestazione è organizzata con il sostegno di Tuttofood Milano World Food Exhibition ed Urbani Tartufi. "Il mercato americano riveste un'importanza strategica per la produzione alimentare e vinicola italiana", ha osservato Franchetti Pardo. "Nel 2011 gli Usa hanno importato dall'Italia prodotti alimentari e vini per un valore di 3,63 miliardi di dollari". Per molti prodotti, l'Italia detiene da anni una leadership incontrastata rispetto ai paesi concorrenti. E' il caso dell'olio di oliva, con una quota di mercato del 56%, della pasta (30,4%) e dei formaggi (28,9%). Particolarmente positiva è la performance del settore vinicolo, che nonostante la riduzione dei consumi dovuta alla crisi economica, ha continuato a registrare andamenti positivi, coprendo quasi un terzo del mercato statunitense di vini importati e registrando un valore di 1,5 miliardi di dollari, in crescita nel 2011 del 19% rispetto all'anno precedente.

















