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A Venezia 2.500 anni di monete false

La mostra promossa dal Comando generale Gdf, originali e falsi a confronto

27 maggio, 17:04
(Archivio) (Archivio)

Piu' di 2.500 anni di storia della falsificazione monetaria, dall'epoca greco-romana fino all'avvento dell'euro, attraverso una prestigiosa esposizione di collezioni provenienti dai piu' importanti musei italiani. E' quanto offre 'Il Vero e il falso', una mostra allestita a Palazzo Ducale di Venezia dedicata alla contraffazione monetaria di tutti i tempi.

La mostra, illustrata dal comandante generale della guardia di finanza, gen. C.A. Nino di Paolo, presente il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, e' promossa dallo stesso Comando generale e dal Museo Storico delle fiamme gialle con la collaborazione del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, e arriva a Palazzo Ducale dopo aver fatto tappa, in passato, in altre 8 citta' italiane. Sono esposti gli originali e insieme i falsi dall'epoca greco-romana ai nostri giorni, in una sorta di evoluzione del fenomeno, ricostruendo, grazie anche alle esperienze operative della guardia di finanza, la lotta condotta contro ogni forma di falsificazione dei mezzi di pagamento.

Strutturata per aree tematiche, espone i piu' clamorosi casi di contraffazione mettendo a confronto gli esemplari originali con quelli fasulli. Si possono ammirare le serie complete delle banconote in lire emesse dalla Banca d'Italia, dalla proclamazione del Regno d'Italia. Ma anche esemplari della famosa collezione di Vittorio Emanuele III, la piu' importante al mondo di monete medievali italiane. Esposti, tra l'altro, monete e documenti veneziani databili tra il XIII E XIX secolo messi a disposizione dal Museo Correr, oltre ad atti in originale relativi a sentenze concernenti il falso nummario dell'epoca, messi a disposizione invece dall'Archivio di Stato lagunare.

Non manca la stamperia clandestina ricostruita in un angolo del Palazzo - su cui 'incombe' una maxi poster di Toto' e Peppino de Filippo nel film 'la banda degli onesti' - a ricordo dell'operazione 'Benjamin' delle fiamme gialle che sequestrarono i macchinari utilizzati per la fabbricazione delle banconote false. Un'area speciale e' riservata invece alla 'moneta elettronica' in riferimento alle clonazioni dei moderni strumenti di pagamento, come i bancomat e le carte di credito.

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