27/7: Merkel si schiera con Draghi e 'scarica' Bundesbank
Banca Centrale smonta tedesca acquisto bond ma Angela 'pronta a tutto'
29 luglio, 09:38
di Rosanna Pugliese
Angela Merkel si schiera in modo netto, nel clima apocalittico che si respira in queste ore nell'eurozona, con Mario Draghi. Anche contro il parere della Bundesbank. Pronta a fare tutto il possibile per salvare la moneta unica e mantenere l'integrità dell'area euro. Tempi e modalità degli interventi del governo fanno capire che la cancelliera non sta affatto sottovalutando i picchi d'allarme raggiunti in questa ennesima estate di crisi. Il presidente italiano della Bce ha riscosso oggi esplicito sostegno sia dalla Merkel che da Wolfgang Schaeuble, impegnati anche in vacanza sulle sorti dell'euro. E questa manifestazione di consenso ha avuto portata anche più eclatante, dal momento che l'ok a Francoforte è arrivato subito dopo che la Bundesbank aveva 'sconsigliato' l'acquisto di titoli di Stato da parte dell'Eurotower.
La misura 'implicita' nelle dichiarazioni di Draghi, che ieri a Londra si è detto pronto ad usare senza riserve l'arsenale della Bce per salvare l'euro. L'intervento della Banca centrale tedesca sembra rispondere a sua volta, però, quasi ad un inevitabile gioco delle parti. Custode integerrimo dell'indipendenza delle autorità monetaria - del principio guida che vuole una separazione senza ambiguità fra l'agire della politica e quello delle banche centrali - l'istituto guidato da Jens Weidmann ha risposto infatti a Bloomberg che l'acquisto dei bond da parte dell'Eurotower non sarebbe "la strada migliore" per uscire dalla crisi. E ha indicato ancora una volta i possibili rischi "collegati" a un intervento del genere, promuovendo invece la strada di un acquisto dei bond attraverso il fondo salvastati Efsf. No, infine, ancora una volta, alla licenza bancaria per il meccanismo di stabilità europea Esm: punto su cui ha concordato la portavoce di Schaeuble, Marianne Kothé. La Banca centrale tedesca ha insomma ribadito una posizione valida sempre, rispondendo ad un'intervista.
La dottrina Bundesbank, constata qualcuno a Berlino, non è stata neppure affidata ad un comunicato. Merkel e Schaeuble, invece, sono intervenuti subito dopo con degli statement, che hanno aiutato a interpretare risposte molto più avare alle molte domande rivolte ai rispettivi portavoce di governo in conferenza stampa. E se l'esecutivo, generalmente, cerca di usare due codici, per tenere buoni gli elettori scettici e 'falchi' oltranzisti e contemporaneamente rassicurare i mercati, oggi gli equilibrismi tattico-strategici della cancelliera si sono risolti in una presa di posizione che più chiara non poteva essere. "Germania e Francia sono decise a fare tutto per proteggere l'eurozona", si legge nel comunicato congiunto Merkel-Hollande, che segue una telefonata (si è tenuta alle 13) fra i due di cui appena 20 minuti prima il portavoce di governo di Berlino sosteneva di "non sapere nulla". Parole che succedono ad una benedizione di Schaeuble, che ha "accolto con favore le esternazioni di Draghi". I media tedeschi, in serata, propongono l'esegesi delle poche ma succosissime righe della nota di Berlino-Parigi dimostrando che le parole sono quasi sovrapponibili - così la Sueddeutsche Zeitung - a quelle di Draghi. "Merkel e Hollande sostengono Draghi", scrive Spiegel on line, leggendo inoltre nel richiamo a "rispettare gli obblighi per ciascuno Stato e ciascuna istituzione europea" quasi un invito alla Bce. Per die Welt l'intervento odierno di Parigi e Berlino dimostra la gravità della situazione. Mentre il magazine die Zeit titola che "La Bce tira il governo tedesco dalla sua parte". Se fino ad oggi il governo aveva rifiutato un ruolo più forte della Bce - constata il magazine di Amburgo - ora la posizione di Merkel e il suo ministro delle Finanze sembra cambiare.








